Dal 2 luglio 2026, i Gestori di Pubblico Servizio, come già precedentemente tutte le Pubbliche Amministrazioni, possono accedere direttamente ai dati dell'ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) attraverso la PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati). Questa novità rappresenta un importante passo avanti nella digitalizzazione della PA italiana.
L'obiettivo principale è applicare concretamente il principio europeo del "once only", secondo cui cittadini e imprese non devono più comunicare più volte le stesse informazioni a enti diversi. Le amministrazioni possono infatti recuperare automaticamente i dati anagrafici direttamente dalla banca dati nazionale, senza richiedere certificati o autocertificazioni già disponibili.
I principali benefici previsti sono:
- eliminazione delle richieste duplicate di documentazione ai cittadini;
- riduzione della burocrazia e delle verifiche manuali;
- accesso a dati sempre aggiornati e certificati alla fonte;
- diminuzione degli errori dovuti alla duplicazione delle banche dati;
- tempi più rapidi nell'erogazione dei servizi pubblici;
- riduzione dei costi amministrativi per gli enti.
L'interoperabilità è resa possibile dalla PDND, che consente lo scambio sicuro e standardizzato delle informazioni tra le amministrazioni. Il progetto è frutto della collaborazione tra il Ministero dell'Interno, il Dipartimento per la trasformazione digitale e Sogei, che cura gli aspetti tecnico-operativi della piattaforma.
Non cambieranno le responsabilità in materia di protezione dei dati personali: ogni amministrazione resta titolare del trattamento dei dati che consulta e deve garantire che l'accesso avvenga nel rispetto della normativa sulla privacy. Il Ministero dell'Interno monitorerà gli accessi per individuare eventuali utilizzi impropri, con la possibilità di sospendere il servizio in caso di anomalie o mancati controlli.








































