L’identità digitale non è più soltanto uno strumento per i cittadini. Negli ultimi anni lo SPID professionale si sta trasformando in una vera infrastruttura operativa per aziende, studi professionali, amministratori di condominio, consulenti, CAF, commercialisti e operatori che quotidianamente dialogano con Pubbliche Amministrazioni, Comuni, enti locali e società di riscossione.
Lo SPID per uso professionale è disciplinato dalla Determinazione n. 318/2019 e rappresenta una versione evoluta dell’identità digitale tradizionale, progettata specificamente per identificare un soggetto che opera nell’esercizio della propria attività lavorativa o in rappresentanza di una persona giuridica.
Non più solo cittadini: la PA vuole sapere "chi sta operando"
La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione ha cambiato radicalmente il rapporto tra enti pubblici e operatori professionali.
Se fino a pochi anni fa bastavano PEC, username e password locali o deleghe cartacee, oggi molte piattaforme pubbliche richiedono autenticazione forte e tracciabilità delle operazioni. In pratica, il sistema deve poter distinguere se l’accesso è effettuato:
• da un cittadino privato;
• da un professionista;
• da un dipendente incaricato;
• da un rappresentante legale;
• da un soggetto delegato ad agire per conto di un’impresa.
È proprio qui che entra in gioco lo SPID professionale. AgID distingue infatti due categorie: SPID per uso professionale della persona fisica che identifica il professionista come individuo che opera nell’ambito della propria attività e SPID per uso professionale della persona giuridica, che identifica un soggetto che agisce per conto di una società, ente o organizzazione.
Le categorie più coinvolte
Lo SPID professionale sta diventando particolarmente rilevante per tutte quelle categorie che gestiscono pratiche amministrative, fiscali, edilizie o tributarie attraverso portali pubblici.
Tra i soggetti maggiormente coinvolti figurano:
• commercialisti e consulenti fiscali;
• CAF e patronati;
• amministratori di condominio;
• geometri, architetti e ingegneri;
• avvocati;
• imprese che partecipano a gare pubbliche;
• società che gestiscono tributi locali;
• utility e concessionari di servizi pubblici;
• dipendenti incaricati di operare sui portali comunali;
• società di riscossione e recupero crediti per enti pubblici.
In molti casi, infatti, i portali digitali dei Comuni e degli enti territoriali richiedono accessi profilati e riconoscibili, soprattutto quando si interviene su:
• pratiche SUAP;
• edilizia e urbanistica;
• tributi locali;
• notifiche;
• accesso agli atti;
• servizi catastali;
• gestione TARI e IMU;
• riscossione coattiva;
• procedure di gara;
• interoperabilità con piattaforme nazionali.
Comuni ed enti locali: cresce la pressione verso l’autenticazione professionale
La digitalizzazione della macchina pubblica sta accelerando soprattutto a livello locale, sempre più Comuni stanno integrando SPID nei propri ecosistemi digitali per garantire una fruizione veloce, sicura e protetta dei servizi online.
Per i clienti di AS che già utilizzano il sistema il vantaggio è evidente:
• riduzione del contenzioso legato all’identificazione;
• maggiore certezza giuridica delle operazioni;
• tracciabilità degli accessi;
• gestione più sicura delle deleghe;
• semplificazione amministrativa.
Per professionisti e aziende il tema è soprattutto operativo: senza identità digitale professionale, molte procedure rischiano di diventare più lente, meno automatizzabili o addirittura non accessibili.
Il nodo delle deleghe: quando lo SPID personale non basta più
Uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione delle deleghe. Nel mondo professionale è frequente che dipendenti, collaboratori o consulenti accedano ai servizi pubblici per conto di clienti o aziende. Tuttavia, l’utilizzo improprio di SPID personali sta diventando un problema sempre più discusso.
Anche nelle community professionali online emerge un messaggio chiaro: condividere credenziali personali è considerato rischioso e scorretto sotto il profilo della sicurezza.
Con lo SPID professionale si ha una separazione netta tra identità privata e professionale, identificando ruolo lavorativo e responsabilità operative oltre ai poteri delegati della persona che effettua l'accesso.
Verso una PA completamente autenticata
Il vero cambiamento è culturale prima ancora che tecnologico. La Pubblica Amministrazione italiana sta progressivamente abbandonando i sistemi locali di autenticazione per convergere verso identità digitali certificate, interoperabili e centralizzate.
Già oggi SPID viene utilizzato miliardi di volte all’anno per l’accesso ai servizi online pubblici e privati e mentre il cittadino utilizza SPID principalmente per INPS, sanità o servizi fiscali personali, il mondo professionale si sta muovendo verso un modello diverso: identità digitali collegate a ruoli, incarichi e responsabilità operative.
Per Comuni, enti locali e società di riscossione, questo significa poter sapere con precisione non solo "chi entra", ma soprattutto "a quale titolo sta operando".
LINKmate, CITYTAX++ e gli altri applicativi di AS
Dal primo momento, in AS siamo stati attenti e pronti per l'integrazione delle identità digitali come metodo di autenticazione per l'accesso ai front office dedicati a contribuenti e professionisti. Ancora una volta, con le ultime novità in termini di legislatura e innovazione tecnologica del paese, siamo nell'avanguardia operativa al fianco di vecchi e nuovi clienti. L'accesso tramite SPID professionale è già configurato e pronto ad essere attivato, scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per ricevere informazioni su possibilità e modalità di integrazione








































